La
sgurz generation è quella generazione che diventò maggiorenne al tempo di
Kamikazen di Gabriele Salvatores.
Ora questi poco più che trentenni, si guardano allo specchio la mattina per caricarsi ed affrontare il traffico e la paranoia della vita in officina, ufficio, fabbrica, bar, studio, negozio eccetera... dice a se stesso: "io c'ho lo sgurz! io c'ho lo sgurz! io c'ho lo sgurz!"
Il mantra dello sgurz è un'espressione di una generazione che vanta alcune caratteristiche agli antipodi. Una generazione che in parte ha fondato i propri valori, nel bene e nel male, nei media televisivi e nei Commodore 64, nelle vicende di Candy Candy e Remi, nei paninari e nei baiosi.... Troppo spesso valori di immagine con poca sostanza, quegli anni ottanta dove l'edonismo faceva da padrone e le spalle larghe erano solo imbottiture di gommapiuma.
Il mantra dello sgurz è un'espressione di una generazione che tenta di recuperare, ora che ha superato i trenta, con i mezzi che ha a disposizione, quella profondità che nel vuoto dell'effimero quotidiano mediatico catodico, è venuta a mancare proprio nell'età più sensibile.
Tutto questo perchè non è mai troppo tardi!